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Personal
trainer - alimentazione
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COME
MANGIARE
La caloria
è una
misura del
calore. Il
contenuto
calorico del
cibo è
misurato sulla
base di quanto
calore può
produrre quel
cibo quando
esso viene
“bruciato”.
Il cibo che
mangiamo è
infine convertito
in glicogeno
e viene immagazzinato
nel muscolo,
per essere
poi usato
durante l’attività
muscolare.
La velocità
specifica
con cui le
calorie vengono
utilizzate
da una persona
a riposo (ad
esempio che
giace nel
letto), è
nota come
Rapporto Metabolico
di Base (BMR).
Esso è
determinato
dall’età,
dal sesso,
dalla dimensione
fisica, dal
peso e dalla
funzione endocrina.
Un sistema
ottimo è
l’esame
plicometrico.
Determinare
il vostro
fabbisogno
calorico giornaliero
approssimativo
vi aiuterà
a definire
un regime
dietetico
sano, in particolar
modo quando
desiderate
aumentare
o diminuire
di peso. |
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| I
grassi, i carboidrati e le
proteine sono le principali
sostanze generanti calorie
presenti nella nostra dieta.
Le calorie derivanti da queste
tre sostanze vengono bruciate
in modo differente. L’energia
necessaria per bruciare un
grammo di grasso è
pari a 9,45 Kcalorie, mentre
per i carboidrati è
di 4,10 Kcalorie e per le
proteine di 5,65 Kcalorie.
Se lo scopo è quello
di perdere peso, è
necessario ingerire un
numero di calorie inferiore
rispetto a quelle che
vengono bruciate. Per
l’aumento di peso,
l’allenamento coi
pesi è il vero
elemento chiave per assicurare
che il peso perduto non
venga sottratto alla massa
muscolare ma al grasso
superfluo.
Alcuni studi indicano,
per esempio, che durante
una dieta ferrea il 65%
del peso perso nei primi
10 giorni si verifica
a livello muscolare e
solo il 35% è costituito
da grasso.
E’ necessario mantenere
l’integrità
della massa muscolare
durante il periodo in
cui si vuole calare di
peso. L’unico sistema
conosciuto dalla scienza
è quello di allenarsi
con i pesi durante il
periodo di equilibrio
calorico negativo.
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| Percentuale
di grasso
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Classificazione |
| 1%
- 10% |
atleti
– uomini |
| 9%
- 14% |
atleti
– donne |
| 10%
- 14% |
uomini
adulti in
forma |
| 14%
- 18% |
donne
adulte in
forma |
| 20% |
uomo normale |
| 20% |
donna
normale |
| 20%
- 22% |
obesità
clinica –
uomini |
| 25%
- 28% |
obesità
clinica -
donne |
| 28%
- 30% |
obesità
cronica –
uomini |
| 35%
- 38% |
obesità
clinica –
donne |
Queste classificazioni
indicano le
percentuali
di grasso
secondo l’interpretazione
medica.
L’obesità
cronica viene
indicata dai
medici come
una condizione
di “malattia”.
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Il
come si mangia gioca un ruolo
importantissimo, in quanto
da ciò dipendono moltissime
cose: se il grasso si accumula,
se il cibo viene completamente
utilizzato e se la digestione
è completa.
Fare 4 o 5 pasti piccoli (per
un totale di calorie pari
a quello di un unico pasto
abbondante) vi permetterà
di assimilare completamente
le calorie, utilizzandole
tutte, senza accumulo di grasso.
Questo concetto è importante
per tutti coloro che desiderano
aumentare di peso, diminuire
o rimanere così come
sono ma rafforzandosi.
Secondo gli studi scientifici,
si sa che la completa digestione
e assimilazione di un pasto
richiede dalle 3 alle 4 ore.
Il processo digestivo avviene
seguendo varie fasi successive
in cui diversi enzimi e succhi
gastrici vengono utilizzati
secondo la necessità.
Appena uno di essi ha terminato
il suo lavoro, entra in azione
il successivo, e così
via fino a che la digestione
non è completata al
punto di consentire l'assimilazione.
Pasticciare durante il processo
digestivo comporta l’intervento
degli enzimi digestivi che
vanno a negare l’efficacia
di quelli già presenti.
Il processo digestivo del
cibo preso precedentemente
si arresta e spesso il cibo
si trattiene nello stomaco
fino a 72 ore, prima di essere
nuovamente digerito per l’assimilazione. |
I
cibi sono divisi nei seguenti
gruppi:
- Gruppo della carne e
delle uova
- Gruppo del pane, del
grano integrale e dei
cereali
- Gruppo dei vegetali
e della frutta
- Gruppo caseario
Le percentuali di fonti
caloriche consigliate
sono:
Grasso 15% - Carboidrati
50%-60% -Proteine 25%-30%
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Il
prendere più proteine
provoca la formazione di un’ammoniaca
altamente tossica all’interno
del nostro sistema, detta
urea. Essa dev’essere
eliminata in quanto successivamente
sottopone a sforzo fegato
e reni.
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ALIMENTAZIONE
IN BASE AL GRUPPO
SANGUIGNO
Ho ritenuto opportuno
far conoscere
da una pubblicazione
di Natura e Scienza,
la proposta rivoluzionaria
di PETER D'ADAMO,
(naturopata statunitense)
secondo la quale
i gruppi sanguigni
sarebbero lo specchio
in cui è
possibile leggere
il passato dei
nostri antenati,
con la progressiva
evoluzione della
specie umana.
(Questa teoria,
che non si limita
ad una ricostruzione
antropologica
della vita sul
pianeta, propone
anche il gruppo
sanguigno come
impronta genetica
che caratterizza
la nostra identità
individuale e
condiziona la
nostra reattività
ed i nostri comportamenti).
La scoperta
di Peter D'Adamo
consiste essenzialmente
nel considerare
i 4 gruppi
sanguigni
0, A, B, AB
come la chiave
interpretativa
dei misteri
della vita,
della salute
e della malattia.
L’appartenenza
di ogni individuo
ad uno dei
gruppi sanguigni,
costituisce
l'impronta
genetica che
caratterizza
la nostra
identità
e condiziona
la nostra
reattività
ed i nostri
comportamenti.
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Nei quattro gruppi sanguigni
della popolazione umana
sono pertanto iscritte
le capacità di
adattamento soprattutto
del sistema digerente
e di quello immunitario,
che hanno reso possibile
la vita dei nostri antenati
e la nostra.
Nasce dunque un profilo
per ciascuno dei quattro
gruppi sanguigni che permette
di suggerire un programma
ottimale, con la consapevolezza
dei propri punti di forza
e della vulnerabilità
nei confronti di determinate
malattie, con la possibilità
di una scelta corretta
degli alimenti adatti
e dei cibi da evitare,
con la proposta di comportamenti
capaci di assicurare la
risposta personale ottimale
nei confronti dello stress
al fine di rallentare
il processo di invecchiamento.
COSA SONO E QUALI
SONO I GRUPPI SANGUIGNI
I sistemi di classificazione
dei gruppi sanguigni umani
sono numerosi. Il gruppo
sanguigno AB0 è
il più importante
di tali sistemi. L'identificazione
AB0 permette di individuare
4 tipi diversi di gruppo
sanguigno: 0, A, B, AB.
Questi "gruppi"
sono detti "sanguigni"
in quanto formano i diversi
gruppi di persone che
possono scambiare il sangue
tra loro senza reazioni
avverse.
Vengono riassunte, in
breve, le caratteristiche
dei 4 gruppi:
- Soggetti del tipo 0
(da leggere "zero",
come la cifra 0) non hanno
antigeni e possiedono
anticorpi diretti contro
gli antigeni del gruppo
A e B.
- Soggetti di tipo A hanno
l'antigene A e anticorpi
anti-B, quindi non possono
ricevere sangue di gruppo
B.
- Soggetti di tipo B hanno
l'antigene B e anticorpi
anti-A, quindi non possono
ricevere sangue di gruppo
A.
- Soggetti del tipo AB
hanno gli antigeni A e
B, mentre non possiedono
anticorpi anti-A e anti-B,
quindi possono ricevere
il sangue dagli altri
gruppi, ma non possono
donare il sangue se non
a soggetti dello stesso
gruppo.
La determinazione del
gruppo sanguigno di appartenenza
è fondamentale
per evitare che le trasfusioni
siano incompatibili. La
trasfusione tra gruppi
sanguigni incompatibili
comporta dei fenomeni
di agglutinazione che
possono portare a morte.
La frequenza dei 4 gruppi
sanguigni appare diversa
nelle popolazioni dei
vari continenti.
In Europa la percentuale
media di soggetti appartenenti
ai diversi gruppi è
la seguente:
40% del gruppo 0,
40% del gruppo A,
15% del gruppo B
5% del gruppo AB.
Alcuni ricercatori hanno
evidenziato che molte
sostanze contenute negli
alimenti sono in grado
di provocare l'attivazione
di fenomeni di agglutinazione,
anche se molto più
deboli, nei confronti
delle cellule di determinati
gruppi sanguigni, provocando
l'attivazione di fenomeni
di vero e proprio rigetto.
Ancora una volta Peter
D'Adamo chiarisce l'importanza
delle connessioni tra
alimenti e gruppi sanguigni:
"Molte lectine
(proteine presenti negli
alimenti, dotate della
proprietà di agglutinazione)
presentano caratteristiche
simili a quelle degli
antigeni dei gruppi sanguigni
e si comportano pertanto
come nemici per le persone
che possiedono anticorpi
diretti contro quello
specifico antigene. Il
latte per esempio possiede
lectine simili all'antigene
B: se una persona con
sangue di tipo A né
beve un po', il suo sistema
immunitario metterà
subito in moto i meccanismi
di agglutinazione nel
tentativo di eliminare
l'intruso (...). Ciascuna
lectina, però,
ha le sue predilezioni
e quindi gli organi che
possono essere colpiti
sono diversi. Una volta
giunta a destinazione,
la lectina esercita un
effetto magnetico sulle
cellule che la circondano;
le attira e favorisce
la formazione di microscopici
agglomerati che, in un
secondo tempo, vengono
distrutti".
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COSA
SONO LE INTOLLERANZE
ALIMENTARI
Le intolleranze
alimentari rappresentano
l'incapacità
di soggetti appartenenti
ad un determinato
gruppo sanguigno
di digerire normalmente
certi alimenti
per la presenza
di sostanze dannose,
capaci di innescare
fenomeni minimi
di agglutinazione
che sommandosi
nel tempo possono
esitare in varie
espressioni di
malattia. Per
identificare le
sostanze verso
cui si è
intolleranti si
propone di fare
riferimento al
proprio gruppo
sanguigno, espressione
dell'adattamento
della specie umana
ad un determinato
contesto alimentare
che ha consentito
la sopravvivenza
ai nostri antenati,
ma che continua
a condizionarci.
Le stesse reazioni
gravi di agglutinazione,
che mettono in
pericolo la vita
di soggetti che
ricevono trasfusioni
da persone di
un gruppo sanguigno
incompatibile,
si verificano,
anche se in misura
minima ed impercettibile,
quando introduciamo
alimenti ricchi
di sostanze con
struttura chimica
simile agli antigeni
del sangue incompatibile,
capaci di indurre
fenomeni dannosi
progressivi. |
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COSA SONO LE LECTINE E
COME SI POSSONO INDIVIDUARE
Uno degli elementi cardine
dell'ipotesi sostenuta
da Peter D'Adamo è
l'intolleranza di ciascuno
dei 4 gruppi sanguigni
per alcune categorie di
alimenti, conseguente
alla presenza di lectine.
Ogni gruppo sanguigno
ha la capacità
di metabolizzare alcune
di tali proteine e non
altre. Così quando
ingeriamo un cibo contenente
lectine incompatibili
con il nostro gruppo sanguigno,
queste ultime possono
provocare fenomeni di
agglutinazione nel sangue
o precipitare nel contesto
di diversi organi-bersaglio.
In tal modo sono stati
caratterizzati 4 profili
dietetici, per ciascuno
dei 4 gruppi sanguigni,
consigliando una dieta
ideale basata sulla riduzione
o eliminazione dei cibi
difficili da digerire,
contenenti le lactine
capaci di provocare reazioni
di agglutinazione. Sarà
così possibile
correggere errori alimentari,
trattare le varie manifestazioni
morbose, prevenire la
comparsa delle affezioni,
ridurre il peso in caso
di sovrappeso o obesità,
ottimizzare il potenziale
di salute di ciascuno,
secondo il gruppo sanguigno
di appartenenza.
Ovviamente il consumo
di cibi ricchi di lectine
incompatibili con il proprio
gruppo sanguigno comporta
un'aumentata eliminazione
di indacano a livello
urinario. Secondo l'esperienza
di Peter D'Adamo i risultati
delle reazioni con il
test dell'indacano vanno
interpretati secondo la
seguente valutazione:
|
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* 0-2: valore
buono
* 2-3: presenza
di qualche
problema,
* 3-4: condizione
critica.
Il test dell'indacano
consente anche
di monitorare
nel tempo
i successi
conseguiti
seguendo la
dieta adatta
al proprio
gruppo sanguigno,
tanto da essere
evidenti già
dopo le prime
due settimane.
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COME
SI POSSONO CLASSIFICARE
GLI ALIMENTI DELLA DIETA
IN BASE AI GRUPPI SANGUIGNI
Nella parte finale del
testo vengono elencati
i principali alimenti
in relazione ai 4 gruppi
sanguigni. Per ciascuno
di essi vengono distinti
gli alimenti adatti e
benefici, quelli indifferenti
e quelli sconsigliati
(da limitare o evitare).Gli
alimenti "adatti"
ad ogni singolo gruppo
sanguigno svolgono un
ruolo nutrizionale ottimale,
assicurando inoltre un'attività
antiossidante, antimutagena
ed anticancro. Gli alimenti
indicati come "indifferenti"
svolgono principalmente
un ruolo nutrizionale
in quanto assicurano al
corpo umano il necessario
apporto di calorie. Gli
alimenti "sconsigliati"
vanno limitati o evitati
in quanto, contengono
sostanze indigeribili
per i soggetti di quel
determinato gruppo sanguigno,
come le "lectine",
capaci di formare addensamenti
ed aggregati collosi che
mobilitano le funzioni
di eliminazione dell'organismo
e che possono indurre
un insieme estremamente
vario di disturbi, da
quelli più semplici
a quelli più gravi.
QUALI SONO I VANTAGGI
DI UNO STILE DI VITA BASATO
SUL PROPRIO GRUPPO SANGUIGNO
Essere in sintonia con
il proprio programma genetico
nel quale è prevista
in larga misura l'espressione
della vita di ciascuno,
significa saper governare
con saggezza il proprio
corpo, nella consapevolezza
dei propri elementi di
forza e della propria
vulnerabilità,
nella scelta di un modello
alimentare e di uno stile
di vita che assicuri il
benessere nella sua pienezza
ed il rallentamento della
vecchiaia. La conoscenza
del proprio gruppo sanguigno
costituisce la base per
il raggiungimento dell'equilibrio
biologico e dell'armonia
totale di ciascuna persona.
Oltre a queste considerazioni
di ordine generale, è
opportuno un comportamento
alimentare ed uno stile
di vita conforme al gruppo
sanguigno di appartenenza,
soprattutto quando si
tratta di perdere peso
o di controllare il proprio
peso.
Bibliografia: ASSOCIAZIONE
MAGLIESE DONATORI DI SANGUE
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